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7 Septembre 2015 09:30 | Palais des congrès - Pallati i Kongreseve

Intervento di Gensho Hozumi



Gensho Hozumi


Bouddhisme Rinzai Zen, Japon

1. Io sono un buddhista Zen venuto dal Giappone. Ringrazio di cuore tutti gli interessati per avermi permesso di partecipare agli “Incontri Internazionali di Preghiera per la Pace” qua in Albania e un grazie alla Comunità di Sant’Egidio per avermi invitato.
2. Dopo aver partecipato lo scorso 4 agosto all’ “Incontro di Preghiera per la Pace nel Mondo” in occasione del 28º anniversario dell’ “Incontro delle religioni sul monte Hiei”, il 6 agosto mi sono recato a Hiroshima per assistere al “Simposio del 70º anno dal bombardamento atomico – mai più la guerra – all’abolizione delle armi nucleari” organizzato dalla Comunità di Sant’Egidio, la commissione giapponese della WCRP e la commissione religiosa giapponese per la federazione mondiale” e ho giurato decisamente di seguire la strada per la pace senza guerra.
3. Il 6 agosto del 1945 alle 8:15 del mattino una bomba nucleare fu lanciata a Hiroshima, cosa mai successa fino ad ora nella storia umana. Morirono in un attimo 140 mila persone e qualsiasi essere vivente e molti sopravvissuti furono esposti alla radioattività. Pur essendo passati 70 anni da quel giorno, oggi, ci sono tante persone che ancora soffrono e si sforzano quotidianamente per ricostruirsi una vita.
4. La mattinata del 7 agosto, il giorno dopo, sedendomi sulla panchina in riva al fiume accanto alla cupola distrutta dalla bomba atomica lasciata come simbolo, non ho potuto fare altro che pregare in silenzio. Ho riconosciuto fortemente che fu un’opera dell’uomo e ho pregato che cose del genere non accadano mai più.
5. Lì vicino si trova una poesia di un cristiano, Sankichi Toge, scolpita nel parco del memoriale della pace e questa è veramente straziante.

Ridatemi mio padre
ridatemi mia madre
ridatemi i miei nonni
ridatemi i miei figli
ridatemi  il mio essere
ridatemi gli esseri umani
che sono collegati a me
ridatemi la pace
una pace che non possa essere distrutta
finché c’è il mondo
di esseri umani

Essendo stato egli stesso esposto alla radioattività, ha svolto le attività per la pace e morì giovane.
6. Questo grido non si può dimenticare neanche oggi 70 anni dopo. Inoltre il giorno 9 del mese di agosto alle ore 11:02 del mattino venne sganciata a Nagasaki la seconda bomba atomica che uccise 70 mila persone. “No more Hiroshima, Nagasaki”: oggi tutta l’umanità sulla Terra desidera questo.
7. La radioattività è sempre la stessa materia chimica e non è necessariamente garantita neanche la sicurezza del nucleo della centrale nucleare che si reputa essere per un utilizzo pacifico sulla Terra. L’umanità saggia non deve fare ciò che non va fatto. Vorrei chiedere cosa ne pensate voi.
8. Dopo questi bombardamenti, il giorno 12, tre giorni prima della fine della guerra, l’allora primo ministro Kantaro Suzuki fu colpito da una parola del maestro Genpoh Yamamoto, un monaco di Zen di Ryutakuji a Mishima con cui era in stretta amicizia e grazie al quale si decise a terminare la guerra.
9. Il maestro Genpoh Yamamoto indicò il futuro del Giappone con la parola “sopportare ciò che è difficile sopportare e resistere a ciò a cui è difficile resistere”. Questa espressione si trova nella trasmissione della voce dell’imperatore Hirohito trasmessa a tutto il popolo tramite la radio il mezzogiorno del 15 agosto.
10.   In realtà fu Bodhidharma, un monaco buddhista indiano e 28° patriarca del Buddhismo nonché fondatore della scuola di Zen, che spostandosi in Cina diede questa parola “sopportare ciò che è difficile sopportare e resistere a ciò a cui è difficile resistere” al suo discepolo Eka come un insegnamento per vivere in modo sincero come una persona umana. Insegnava dove si trova la serenità d’animo dell’umanità, cioè la pace della mente e su come l’umanità debba vivere nei confronti della società.
11.   Si tratta proprio del modo vero di vivere dell’umanità. Si trova un’origine importante dentro il cuore di ognuno. La cosa più importante è contemplare in silenzio e con calma chi si è veramente e mettere in ordine il corpo, la mente e il respiro, che è la vita stessa, almeno una volta al giorno. Proprio da qui incomincia la vita sociale.
12.   La città di Kameoka, che si trova vicino alla città di Kyoto dove io vivo, 5 anni fa ha dichiarato di essere una “città della pace antinucleare”.
13.   Ecco la dichiarazione della città della pace antinucleare per la federazione mondiale della città di Kameoka.
La pace eterna del mondo è il desiderio sincero comune all’umanità. Le armi nucleari non sono altro che la minaccia che impedisce questo desiderio. Quello che noi cerchiamo è l’abolizione delle armi nucleari che possono distruggere qualsiasi attività vitale in un attimo e la realizzazione di un mondo che non permetta la loro esistenza.
Noi, ereditando la volontà della federazione mondiale, insistiamo di continuo per sostenere i “tre principi antinucleari” perché essi sono i principi universali per costruire il mondo in cui vivono in armonia l’umanità e la natura, approfondendo la solidarietà tra le persone e riconoscendo la dignità della vita.
Noi dichiariamo che la città di Kameoka è una città della pace antinucleare per la federazione mondiale, giurando di procedere insieme alla gente che ha lo stesso desiderio, allo scopo di amare il nostro paese e le persone e di trasmettere ai bambini la Terra bella e pacifica senza guerra.
14.   In conclusione vi darò un verso della mia poesia, il cui titolo è:

“origine della pace”

La pace non si realizza
dalla teoria.
Se non accettiamo sinceramente
la tristezza delle persone
che sono morte
in guerra
non si realizza la pace
per quanto gridiamo.
Anche una pianta
e un insetto
hanno la vita.
Da che cosa
si potrà realizzare
la pace
senza tener conto
della vita

15.   Grazie per la vostra attenzione.
 

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