change language
tu es dans: home - l'oecum�...dialogue - rencontr...tionales - antwerp ...e future newslettercontactslink

Soutenez la Communauté

  

Les arrivées des premiers couloirs humanitaires 2018 en Italie. La nouvelle phase du projet, devenu un modèle d'accueil et d'intégration pour l'Europe

"PAIX SUR TOUTES LES TERRES" : 1er janvier, une marche pour un monde qui sache accueillir et intégrer

Le premier jour de l'année nouvelle, manifestations sur tous les continents pour soutenir le message du pape François

De l'Indonésie au Salvador, de l'Allemagne au Mozambique, voici les nouvelles galeries d'images des repas de Noël de Sant'Egidio dans le monde

Des photos continuent d'affluer de tous les continents, regardez-les sur notre carte interactive!

Galerie de photos et vidéos du repas de Noël à Santa Maria in Trastevere

Visite virtuelle de la crèche de Sant'Egidio : Jésus accueilli par les pauvres, les malades, les sans logis et les hommes de toutes confessions

Sant'Egidio et la Muhammadiyah signent à Djakarta un nouvel accord pour la paix et le dialogue interreligieux

une délégation de la Communauté menée par Marco Impagliazzo se trouve en Indonésie

Sant'Egidio au conseil de sécurité de l'ONU pour un point sur la République centrafricaine

Mauro Garofalo : "Le succès de ce premier désarmement garantit la crédibilité de l'ensemble du processus en actes"

Donner à manger aux personnes âgées au Mozambique : distribuitions d'aides alimentaires aux plus pauvres dans la ville de Beira

Aidons les réfugiés rohingyas au Bangladesh

La Communauté de Sant’Egidio lance une collecte de fonds pour envoyer des aides dans les camps de réfugiés au Bangladesh, en collaboration avec l’Eglise locale

Tous les textes de la rencontre #Pathsofpeace

L'assemblée d'inauguration de la rencontre internationale Chemins de Paix

Chemins de 2017 : tout sur la rencontre internationale des religions du monde pour la paix

Le programme, les intervenants et les événements en direct streaming

Global friendship, #MoreYouthMorePeace : le message et l’engagement des Jeunes pour la paix à Barcelone

rendez-vous l’année prochaine à Rome !

 
version imprimable
8 Septembre 2014 16:30 | Thomas More, Campus Carolus, Room 005

Intervento


Ambrogio Spreafico


Evêque catholique, Italie

Il titolo di questo panel è piuttosto paradossale: come si fa infatti a ripartire dai poveri, da gente che non conta, dallo “scarto” della nostra società, come direbbe papa Francesco, per costruire una società più umana? Di solito sembra siano i potenti, i ricchi, a rendere possibili i grandi cambiamenti nella società. Oggi è la massa di denaro vero o fittizio in grado di spostare capitali e risorse che produce cambiamenti a volte disastrosi, come l’attuale crisi economica che ci sommerge. Possiamo dunque ripartire dai poveri per una società più umana?

Siamo di fronte a un mondo pieno di ingiustizie. Sarebbe utile ogni tanto rileggere le parole dei profeti, a partire da Amos e Isaia per arrivare fino ad Ezechiele, per imparare a leggere l’ingiustizia del mondo e almeno provare scandalo e vergogna di fronte ad essa. I poveri sono tanti, una buona parte degli abitanti del pianeta. E, mentre il benessere di una parte aumenta, la povertà di altri diminuisce e l’abisso che separa poveri e ricchi cresce a dismisura. La massa dei poveri ci ricorda che non ci salveremo senza di loro, che non potremo sottrarci alle domande che provengono dalla loro condizione. Essi sono infatti innanzitutto una domanda al nostro mondo, al modello di società in cui viviamo. Senza la coscienza del comune destino che ci accomuna a loro non saremo in grado di salvare il mondo e neppure noi stessi, perché il loro bisogno e i loro drammi si affacceranno sempre alla porta del mondo ricco, come avvenne al povero Lazzaro che sedeva con la sua domanda pressante alla porta del ricco che banchettava lautamente. E’ quanto sta avvenendo agli immigrati che arrivano in Europa attraverso l’Italia e altri paesi. Possiamo pure costruire muri nel Mediterraneo, ma i muri non potranno fermare il loro flusso. La storia è fatta di popoli e di migranti che si muovono mossi dal bisogno. Sono flussi che la storia ci dice inarrestabili.

Per questo la Bibbia sempre rimette i credenti di fronte all’ingiustizia nei confronti dei poveri. Il loro “grido” non può non essere ascoltato. Per noi cristiani ascoltare quel grido è parte della nostra vita di fede, non solo per rispondere ad esso, ma perché non esiste il popolo dei cristiani senza i poveri. Essi sono parte integrante della vita cristiana. Scrive papa Francesco nella Evangelii gaudium: “La Chiesa ha riconosciuto che l’esigenza di ascoltare questo grido deriva dalla stessa opera liberatrice della grazia in ciascuno di noi, per cui non si tratta di una missione riservata solo ad alcuni” (188). La disumanità del mercato globale è sotto gli occhi di tutti: sfruttamento minorile, schiavitù, mercato degli esseri umani, appropriazione e sfruttamento indebito delle risorse del pianeta, con le guerre conseguenti e le miserie annesse. Il profeta Ezechiele direbbe, anticipando di molto i tempi - ma la Bibbia lo fa quasi sempre -, che le ingiustizie a livello globale (ovviamente per il suo mondo) sono la conseguenza del peccato originale dei popoli, quello di chi si innalza sugli altri con il suo potere e la sua ricchezza per derubare e sottomettere. Per questo i poveri richiamano sempre alla verità di un’umanità che non si rassegna al dominio sfrenato e a un potere che si impone e dispone degli altri secondo i propri interessi. 

Secondo la Bibbia spesso l’unico che ascolta i poveri è Dio, perché è l’unico a cui sta a cuore che vi sia giustizia e uguaglianza e che i beni da lui creati siano per tutti. Solo a partire da loro sarà possibile ristabilire un mondo umano. Nel Vangelo di Luca l’annuncio del Vangelo ai poveri apre la vita pubblica di Gesù, che si appropria delle parole di Isaia per affermare che è giunto il tempo della realizzazione di un mondo dove non solo ci sia posto per loro, ma dove essi saranno i primi a ricevere la buona notizia del Regno di Dio. Anche negli altri Vangeli il Regno di Dio si manifesta con le guarigioni dei malati, l’amore di Gesù per i poveri, il perdono dei peccatori. Il grido del cieco di Gerico Bartimeo riassume il grido dei poveri che si rivolgono a Gesù per ottenere quello che gli uomini non sanno dare loro. Quel grido squarcia l’indifferenza e il fastidio degli astanti, che lo rimproverano per farlo tacere (Mc 10,46-52) e aprono quell’uomo alla reintegrazione piena nella società che lo aveva escluso. Il cieco, dice il Vangelo, “seguiva Gesù lungo la strada”, viene cioè incluso nella famiglia di Gesù. I poveri vengono inclusi da Gesù liberandoli da un mondo che li teneva ai margini, diventando così parte di un nuovo popolo di “umili e di poveri”, come aveva annunciato il profeta Sofonia (3,12). E’ il popolo di Dio, il popolo di una nuova umanità che Dio aveva voluto fin dalle origini, un popolo di fratelli e sorelle. 

Nella vita cristiana non possiamo dimenticare che Gesù si identifica con i poveri, sul cui amore saremo giudicati: “Avevo fame e mi avete dato da mangiare…” (Mt 25,31ss). E qui entra un’altra osservazione: i poveri in qualche modo ci obbligano alla compassione e al servizio, ci inducono a una gratuità tanto essenziale alla vita ma così estranea al mondo mercato, senza la quale l’umanità non saprà porre al centro del suo vivere e convivere l’unica legge essenziale, quella dell’amore reciproco. Senza i poveri saremmo tutti meno umani, perché ci dimenticheremmo che per vivere bisogna anche dare. E un ricco se lo dimentica troppo facilmente se rimane tra i suoi, o se quando dà, lo fa per interesse. Di fronte al povero invece tu lo puoi fare solo perché dai a fondo perduto, gratuitamente. Per questo la Bibbia raccomanda l’elemosina come gesto semplice ma essenziale che esprime la gratuità dell’amore. Dice il libro del Siracide: “L’acqua spegne il fuoco che divampa, l’elemosina espia i peccati… Figlio, non rifiutare al povero il necessario per la vita, non essere insensibile allo sguardo del bisognoso” (3,31-4,1). Gesù guarda i poveri che lo seguono con compassione. La compassione nella Bibbia è quell’atteggiamento della madre verso il figlio che ha ancora nel suo ventre e sente parte della sua stessa vita. Questo è il modo di vivere del cristiano, ma, mi permetto di dire, che un po’ di cristianesimo vero in più renderebbe il mondo più umano, un po’ di amore in più per i poveri umanizzerebbe una società malata di individualismo e prigioniera del denaro e del benessere, triste ed egoista, che mette al mondo i figli, li fa vivere a lungo, e poi diventa matrigna e si permette di farli morire con una morte dolce, si dice. Peccato che la morte non è mai dolce per nessuno!

Infine concludo con una riflessione al negativo: l’eliminazione del povero compromette la convivenza. Il primo episodio biblico in cui appare un povero si trova nel capitolo quarto della Genesi, posto alle origine della vicenda umana, ed è il racconto di Caino e Abele. Ma Abele in realtà è un senza nome, perché ai poveri non si dà neppure la dignità di un nome. Infatti in ebraico la parola hebel significa nulla, uno scarto, uno che non viene accettato come essenziale per l’altro, Caino. La storia umana è segnata per sempre da questo rifiuto: Caino, il forte, non accetta che la sua umanità si realizza solo includendo hebel, il fratello debole, il nulla, il povero. La storia è segnata da questa violazione e dalla conseguente violenza, che conduce all’eliminazione dell’altro, escludendolo dalla possibilità di essere parte della medesima storia come fratello. La Bibbia pone tutti i rapporti umani sotto il segno di questo rifiuto. Questo episodio suona come un monito che spesso si dimentica: il forte non si realizza se non in rapporto al debole, il ricco non si realizza se non in rapporto al povero, il grande non si realizza se non in rapporto al piccolo, e così via. Per questo nei Vangeli si proclamano le Beatitudini, attraverso cui si afferma che il Regno di Dio si realizzerà quando si formerà quel popolo nuovo di umili e di poveri. 

 

PROGRAMMA
PDF

LIVE STREAMING



NOUVELLES CONNEXES
30 Janvier 2018
BANGUI, RÉPUBLIQUE CENTRAFRICAINE

Chantal, Elodie et les autres : des enfants en soins avec le programme DREAM à Bangui, capitale de la Centrafrique

IT | ES | DE | FR | CA | NL
25 Janvier 2018
ROME, ITALIE

Centrafrique. Le président Touadéra en visite à Sant’Egidio : « Merci pour le soutien au processus de paix : la nouvelle phase de désarmement commence maintenant »

IT | ES | DE | FR | PT | CA | ID
1 Janvier 2012

Marche pour la paix sur toutes les terres


Rome, un long cortège jusqu'à la Place Saint-Pierre. Les salutations du pape Benoît
IT | DE | FR | NL | RU
24 Octobre 2011

L'Esprit d'Assise : 25 années de prière pour la paix

IT | EN | ES | DE | FR | PT | CA | NL | RU
21 Mars 2011

Jos (Nigeria) : conférence sur la paix, le service aux pauvres et le dialogue interreligieux

IT | EN | ES | DE | FR | PT | CA | NL
2 Janvier 2011

A Rome, le pape salue les participants à la marche "Paix sur toutes les terres" organisée par la Communauté de Sant'Egidio

IT | ES | DE | FR | PT | CA | NL | CS
toutes les actualités liées

ACTUALITÉS À L'AFFICHE
2 Février 2018

D'Argentine au sanctuaire des martyrs de Saint-Barthélemy, les reliques des religieux tués en 1976


La prière a été présidée par Mgr Oscar Vicente Ojea, président de la Conférence épiscopale argentine
IT | ES | FR
1 Février 2018 | IRAK

Irak : inquiétude de Sant'Egidio devant le recours à la peine de mort

IT | ES | DE | FR
30 Janvier 2018 | PARIS, FRANCE

Bienvenue ! L'arrivée à Paris de 40 réfugiés syriens par les couloirs humanitaires ouverts en France

IT | ES | DE | FR | CA | ID

ASSOCIATED PRESS
26 Février 2018
Roma sette
Congo e Sud Sudan, Gnavi: «La liberazione ha il nome di Gesù»
23 Février 2018
Domradio.de
"Wir können Frieden organisieren wie andere den Krieg"
22 Février 2018
Famiglia Cristiana
La preghiera sia un urlo contro le guerre
21 Février 2018
Vatican Insider
Sant’Egidio si unisce alla Giornata di digiuno per Congo e Sud Sudan indetta dal Papa
21 Février 2018
SIR
Giornata preghiera e digiuno: Comunità di Sant’Egidio, adesione all’invito del Papa. Veglia nella basilica di Santa Maria in Trastevere a Roma e in molte città italiane
toutes les revues de presse associées