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Dal libro di Giuditta 8, 1-29

1In quei giorni venne a conoscenza della situazione Giuditta figlia di Merari, figlio di Oks, figlio di Giuseppe, figlio di Oziel, figlio di Elkia, figlio di Anania, figlio di Gedeone, figlio di Rafain, figlio di Achitob, figlio di Elia, figlio di Chelkia, figlio di Eli�b, figlio di Natana�l, figlio di Salamiel, figlio di Sarasadai, figlio di Israele. 2Suo marito era stato Man�sse, della stessa trib� e famiglia di lei; egli era morto al tempo della mietitura dell'orzo. 3Mentre stava sorvegliando quelli che legavano i covoni nella campagna, il suo capo fu colpito da insolazione. Dovette mettersi a letto e mor� in Betulia sua citt� e lo seppellirono con i suoi padri nel campo che sta tra Dotain e Balamon. 4Giuditta era rimasta nella sua casa in stato di vedovanza ed erano passati gia tre anni e quattro mesi. 5Si era fatta preparare una tenda sul terrazzo della sua casa, si era cinta i fianchi di sacco e portava le vesti delle vedove. 6Da quando era vedova digiunava tutti i giorni, eccetto le vigilie dei sabati e i sabati, le vigilie dei noviluni e i noviluni, le feste e i giorni di gioia per Israele. 7Era bella d'aspetto e molto avvenente nella persona; inoltre suo marito Man�sse le aveva lasciato oro e argento, schiavi e schiave, armenti e terreni ed essa era rimasta padrona di tutto. 8N� alcuno poteva dire una parola maligna a suo riguardo, perch� temeva molto Dio.

9Venne dunque a sapere le parole esasperate rivolte dal popolo alle autorit�, perch� erano demoralizzati per la mancanza d'acqua, e anche Giuditta seppe di tutte le risposte che aveva date loro Ozia e come avesse giurato loro di consegnare la citt� agli Assiri dopo cinque giorni. 10Subito mand� la sua ancella particolare che aveva in cura tutte le sue sostanze a chiamare Cabri e Carmi, che erano gli anziani della sua citt�. 11Vennero da lei ed essa disse loro: "Ascoltatemi bene, voi capi dei cittadini di Betulia. Non � stato affatto conveniente il discorso che oggi avete tenuto al popolo, aggiungendo il giuramento che avete pronunziato e interposto tra voi e Dio, di mettere la citt� in mano ai nostri nemici, se nel frattempo il Signore non vi avr� mandato aiuto. 12Chi siete voi dunque che avete tentato Dio in questo giorno e vi siete posti al di sopra di lui, mentre non siete che uomini? 13Certo, voi volete mettere alla prova il Signore onnipotente, ma non ci capirete niente, n� ora n� mai. 14Se non siete capaci di scorgere il fondo del cuore dell'uomo n� di afferrare i pensieri della sua mente, come potrete scrutare il Signore, che ha fatto tutte queste cose, e conoscere i suoi pensieri o comprendere i suoi disegni? No, fratelli, non vogliate irritare il Signore nostro Dio. 15Se non vorr� aiutarci in questi cinque giorni, egli ha pieno potere di difenderci nei giorni che vuole o anche di farci distruggere da parte dei nostri nemici. 16E voi non pretendete di impegnare i piani del Signore Dio nostro, perch� Dio non � come un uomo che gli si possan fare minacce e pressioni come ad uno degli uomini. 17Perci� attendiamo fiduciosi la salvezza che viene da lui, supplichiamolo che venga in nostro aiuto e ascolter� il nostro grido se a lui piacer�. 18Realmente in questa nostra generazione non c'� mai stata, n� esiste oggi una trib� o famiglia o popolo o citt� tra di noi, che adori gli dei fatti da mano d'uomo, come � avvenuto nei tempi passati. 19Per questo motivo i nostri padri furono abbandonati alla spada e alla devastazione e caddero rovinosamente davanti ai loro nemici. 20Noi invece non riconosciamo altro Dio fuori di lui e per questo speriamo che egli non trascurer� noi e neppure la nostra nazione. 21Perch� se noi saremo presi, rester� presa anche tutta la Giudea e sar� saccheggiato il nostro santuario e Dio chieder� ragione di quella profanazione al nostro sangue. 22L'uccisione dei nostri fratelli, l'asservimento della patria, la devastazione della nostra eredit� Dio la far� ricadere sul nostro capo in mezzo ai popoli pagani tra i quali ci capiter� di essere schiavi e saremo cos� motivo di scandalo e di disprezzo di fronte ai nostri padroni. 23La nostra schiavit� non ci guadagner� alcun favore, perch� la porr� a nostro disonore il Signore Dio nostro. 24Dunque, fratelli, dimostriamo ai nostri fratelli che la loro vita dipende da noi, che i nostri sacri pegni, il tempio e l'altare, poggiano su di noi. 25Oltre tutto ringraziamo il Signore Dio nostro che ci mette alla prova, come ha gia fatto con i nostri padri. 26Ricordatevi quanto ha fatto con Abramo, quali prove ha fatto passare ad Isacco e quanto � avvenuto a Giacobbe in Mesopotamia di Siria, quando pascolava i greggi di L�bano suo zio materno. 27Certo, come ha passato al crogiuolo costoro non altrimenti che per saggiare il loro cuore, cos� ora non vuol far vendetta di noi, ma � a fine di correzione che il Signore castiga coloro che gli stanno vicino". 28Allora rispose a lei Ozia: "Quanto hai detto, l'hai proferito con cuore retto e nessuno pu� contraddire alle tue parole. 29Poich� non da oggi � manifesta la tua saggezza, ma dall

 

 

Giuditta
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